Asina

8 maggio 2020

Asina
Questa asinella è nata in Padania, a nord del fiume Po, è un regalo da parte di un agricoltore lodigiano, (amico di famiglia) ad Andrea , un ragazzino coltarese di umide origini. Oggi Lei vive appunto a Coltaro di Sissa ad un centinaio di metri dall’argine del Grande Fiume, e non sa che proprio in questo paese sino a mezzo secolo fa’ si disputava annualmente il Palium Asinorum. Si trattava di una gara di velocità dagli esiti imprevedibili; il primo ad arrivare non era il più allenato, il più sano, il più veloce, ma semplicemente quell’asino che andava dritto verso il traguardo ed il primo premio era appannaggio del fantino più fortunato. Questa reticenza asinina all’obbedienza probabilmente derivava anche dal fatto che quelle bestiole non erano abituate ad essere cavalcate. L’ultimo palium asinorum si è disputato in tempi appena più recenti (una trentina di anni or sono direi), per rinnovare i fasti di una tradizione persa; ma è stato difficile organizzarlo perché si è dovuto ricorrere ad animali importati, i coltaresi non allevano più asini per autotrazione ma “cavalli vapore” sviluppati da potenti mezzi agricoli a quattro o più ruote, quando non cingolati. L’asino era comunque un mezzo di trasporto per ricchi; contadini meno fortunati (in trentino per esempio) usavano le mucche, non per la doppia trazione ma per la doppia e tripla “attitudine”; carne latte e autotrasporto. Ma la Nostra è fortunata, vive come una principessa, per lei niente campi da coltivare ma solo giardini, Andrea l’accompagna a passeggio, la riempie di attenzioni e quando vuole giocare Lei con la testa lo “trucca” e se la spassano insieme. L’asina vive serenamente; per circolare non ha bisogno della cittadinanza, del permesso di soggiorno e neppure sa di essere immigrata. A dispetto del detto popolare “il fieno non è fatto per gli asini” ha a disposizione fieno, acqua e cereali (questi ultimi non a volontà perché i ruminanti hanno bisogno di alimenti molto fibrosi). Poi quel proverbio lo hanno inventato gli uomini, ma un conto è la metafora (validissima) ed un altro è la realtà; il fieno buono tocca alle vacche che devono produrre latte e a loro servono soprattutto alimenti proteici. Patetico darci a bere che agli asini non piace il fieno buono, è una balla. Io sono nato a Coltaro, il nostro asino da lavoro si chiamava Pippo, mi manca, ma non solo lui; è tutto un mondo che non c’è più..


mascherine

3 maggio 2020

Appena inizierà il caldo moriremo di mascherinite. Olè! (saggezza coltarese)