Il partito della nutria che ride (1)

Priorità

Equità

Riposizionamento

Alternanza

Programma

Finalmente un partito che risolverà i problemi di tutti, che oggi si presenta agli elettori per la prima volta. Il nome è ancora un segreto, ma già si parla di “Priorità, Equità, Riposizionamento e Alternanza”. Nel simbolo una nutria che ride; siamo andati a chiedere ad uno dei fondatori del partito quali sono le linee guida del nuovo soggetto politico.
D. Sig. Pierpiero Bombardoni, quali riforme intendete realizzare?
R. Nel medio periodo noi riteniamo strategicamente essenziale una riforma elettorale, pensiamo ad un proporzionale sproporzionato con scorporo, scorfano e pesce palla, corretto da una quota di maggioritario e dal maggiordomo inglese + un cuoco alla francese, ovviamente per venire incontro alle esigenze dei nostri elettori alpini si tratterà di un’alta quota.
D. Chi siete?
R. Noi siamo apartitici, afasici, aprioristici, aristocratici, aritmetmetici, aritmici, ecc.
In particolare a chi si rivolge il vostro partito?
R. Prima di tutto a tutti quelli che hanno diritto di voto, alle casalinghe, ai nati negli anni non bisesti, agli eterosessuali, ai lustrascarpe, ai trans…..
D. Intende transessuali?
R. No, per carità non strumentalizzate subito le mie parole, sia chiaro; parlo di transalpini, transnazionali, transatlantici, transustanziali, transgenici, ecc.
D. Come parlerete alla gente?
R. Beh, noi vogliamo parlare liberamente e con tutti di riparametrazione, ricollocazione e riqualificazione delle risorse umane e disumane. Valorizzazione, incentivazione, esternalizzazione, ma anche sicurezza e visibilità, soprattutto in caso di nebbia. Saremo al servizio dei servizi, anche quelli deviati e quelli derivati. Inoltre avremo una televisione dedicata, a tema, che racconterà in diretta delle opere che stiamo realizzando…
D. Come si chiamerà questa nuova tv?
R. Probabilmente “Teleracconto”
D. Ma quali opere voi ritenete siano prioritarie?
R. Ma, guardi sono una infinità; certamente il ponte sullo Stretto di Bellena, ma anche lo Stretto Necessario, il raddoppio della Cisa e il raddoppio dei pani e dei pesci, il raddoppio del ponte di Ferragosto e la variante di Questo e di Quello, l’Avariante, la Stravariante e l’Eterna Variante. Il traforo dell’argine maestro del Po e il Traforo come materia scolastica obbligatoria. L’Italia sarà un cantiere, mi chiamano già il Boss del Cantiere.
D. Ma come finanzierete queste opere?
R. naturalmente le idee in proposito non mancano, ad esempio; proporremo una tassa di un milione di euro da far pagare a tutti quelli che non ereditano un bel nulla, la “Tassa di Secessione”, infatti il morto si dissocia dal suo erede, e viceversa, s’intende!.
D. Ma come fanno a pagare se non hanno nulla?
R. No, guardi è inutile che lei faccia domande polemiche, sto parlando di finanza creativa (o ricreativa, come la chiamano i suoi detrattori, n.d.a.), non inventiamo nulla di nuovo. Anzi: di nuovo non inventiamo nulla. E poi sono dettagli tecnici e non me ne occupo in prima persona.
D. Con quali strumenti pensate di potere interpretare i bisogni dei vostri elettori?
R. A questo abbiamo già pensato, manderemo a casa gratis a tutti uno strumento moderno e prezioso; il sondaggiometro. Alla sera prima di dormire ogni cittadino con diritto di voto risponderà alle domande dello strumento. Le faccio un esempio; “se domani mattina a colazione desidera un cappuccino, digiti uno, se vuole una legge che vieti l’uso del cartellino in fabbrica, digiti due, se non vuole o non sa rispondere digiti tre per tornare al menù”, ecc. ecc. Poi, il governo provvede a tutto, semplicissimo.
D. Ma con quali soldi manderete a casa della gente questo strumento?
R. Per ora non ci abbiamo pensato, di sicuro non toccheremo le tasche dei poveri cittadini, casomai toccheremo solo il portafoglio, ma è solo un’ipotesi…..
D. Perché avete scelto la “nutria che ride” come simbolo del partito ?
R. Innanzitutto perché la nutria è dappertutto, si espande e permea tutto il territorio di se stessa, a vista d’uomo o, se preferite, a vista di topo. E’ nera e non si vergogna del suo colore, poi; non paga le tasse, non è postcomunista né postfascista né postdemoscristiana, né postsocialista. Si tratta di un animale libero ed a noi sacro; come le vacche in India, il Po per gli abitanti della val Trompia, il calcio per gli italiani, il milan per Emilio Fede….
D. D’accordo, ma perché la nutria ride?
R. Ecco questo io non lo so, me lo sono chiesto ma non ho trovato una risposta, a ben vedere non ci sarebbe proprio nulla da ridere. Indubbiamente la sua domanda è interessante…
D. Bene, ci dica ora quali sono le linee guida del suo movimento
R. Guardi, mi permetta di rispondere con una metafora, una parabola, se vuole la chiami pure parabola metaforica o metafora parabolica. Ecco: c’è gente che vuole inseguire la nutria sullo stesso terreno, ma costoro troveranno pan per focaccia per i loro denti diviso due.
D. Cioè?
R. Troveranno un terreno accidentato e pieno di insidie.
D. Nel senso, a chi si riferisce?
R. Troveranno un terreno arato di fresco, acquitrinoso, pieno di zolle (le famose zolle umide, n.d.a.) dove solo la nutria si muove bene, parlo dei post…
D. Si spieghi.
R. Ma si, postfascisti, postcomunisti, postdemoscristiani, postleghisti, postelegrafonici, post it; costoro mi perseguitano, congiurano contro di me. Ma sapremo fare argine!
D. Veramente le nutrie gli argini li traforarano…?
R. Queste sono le solite storie messe in giro dai post, per carità noi siamo ambientalisti, ma anche animalisti e minimalisti quindi giù le mani dalle nutrie!
D. Scusi, dal punto di vista organizzativo avete dei modelli?
R. Si, certo noi guardiamo ai comunisti cinesi, ai loro risultati.
D. Siete comunisti?
R. Per carità, basta con gli insulti! Quello che voglio dire è che il partito comunista, con un miliardo abbondante di voti, supera egregiamente qualunque altro partito al mondo e noi vogliamo almeno uguagliarli. Noi restiamo aperti per la discussione ed il dibattito, con tutti, anche alla domenica e nei giorni festivi infrasettimanali; fino al giorno delle elezioni, poi resteremo chiusi per inventario.
D. Ma se doveste perdere?
R. Guardi, in tanti e da sempre vorrebbero fare la pelle alla nutria, ma non perderemo, se proprio dovesse accadere, beh la nutria non riderebbe più e noi inizieremmo a rimettere in discussione il simbolo del partito; poi la strategia, la tattica e la stratetattica sarebbero da rivedere.
D. In che modo pensate di superare il miliardo di voti, le pare davvero possibile?
R. Certo che sì, basta avere fiducia; ma riusciremo, a costo di far votare cani e porci, del resto gli asini non votano già?

By Sciacallo 2003

2 Responses to Il partito della nutria che ride (1)

  1. Fulvio ha detto:

    Concordo sulla linea politica, consiglio più attenzione all’aspetto sociale.

  2. scartoffie ha detto:

    Risposta, ok, ma mica è facile oggi come oggi; attento al sociale, attento ai poveri, attento ai ricchi, attento alla caduta massi, attento alla caduta dei governi….
    Finisce che non ci si capisce più nulla.
    Comunque; nutria si nasce, politici si diventa.
    E “la casta” non è una ragazza di paese, magari bruttina…. (ho letto il libro ma solo perchè pensavo fosse la storia di una…)

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