L’Italia è una repubblica demoscopica fondata sulla pubblicità e sui sondaggi.
La sovranità appartiene a Silvio che la esercita con le forme tetteculi previste e viste nella Televisione.
Tutti i cittadini hanno pari acceso alle reti Tv e non hanno convinzioni politiche personali.
Tutti i cittadini elettori sono uguali davanti alla Tv e scelgono i loro rappresentanti col telecomando; possono presentare candidati tutti i possessori di almeno tre reti televisive e sceglierli tra i propri dipendenti.
Il telecomando è personale, libero e segreto.
Lo stato e la chiesa sono unità distinte giuridicamente; infatti, purtroppo, ad esempio, chi possiede almeno tre reti televisive può essere divorziato e dichiararsi, impunemente, erede politico di don Sturzo.
Il Presidente può convocare la stampa in ogni momento e risponde solo alle domande dei giornalisti suoi dipendenti.
Il Presidente promulga, tra l’altro, le leggi che gli consentono di risparmiare miliardi sulle tasse, vendendo film a se stesso (v. legge Tremonti) .
14 Aprile 2008 alle 11:00 pm |
politicamente siamo perdenti, ma eticamente vincenti….
meglio grulli che mafiosi….
Ciao sciacallo!!!
15 Aprile 2008 alle 6:03 am |
Gli italiani, evidentemente, preferiscono nascondere i problemi invece di risolverli. Ci allontaniamo dall’Europa. La gente muore sul lavoro, in strada, negli incidenti domestici, ma a noi fa paura la gente “diversa”, l’altro da noi. La TV ha creato un popolo “a sua immagine e somiglianza”. Certo la sinistra non è riuscita ad azzerare il monopolio televisivo, non ha mandato chiari segnali contro “la casta” quindi la sinistra è stata identificata con la casta stessa. Poi, nel bene e nel male c’è la storia della monnezza. Ora l’altra casta che dobbiamo contrastare, se crediamo (nonostante tutto) nella democrazia, è quella dei giornalisti. Notizie che inseguono i giornalisti, invece del contrario. Per primo, il nano liquiderà la magistratura. Il sud non stupisce; c’è il voto di scambio. La pubblica opinione dovrebbe stare di casa al nord, ma non sembra proprio. Usciamo dall’Europa? E poi?
15 Aprile 2008 alle 4:41 pm |
hai fatto bene a postarla.fotografa la nostra situazione,di sudditi schiavizzati col telecomando.illusi di poter cambiare.fra un po’ ci buttano fuori loro dall’europa,magari sara’ la stessa romania a proporre la mozione,dopo che ci avrà sorpassato.
15 Aprile 2008 alle 5:11 pm |
E ora monumento a Calderoli, quello della porcata.
E laurea honoris causa a Casini che l’ha votata ma ora non sa o non ricorda.